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Ogni viaggio in Cambogia che si rispetti deve passare da quello che è il luogo simbolo di questo paese, il sito archeologico di Angkor, ben rappresentato dal complesso templare immerso nella giungla della quale ormai tutto il mondo conosce il nome: l’Angkor Wat.
Angkor Wat è il più grande tempio khmer che si trova all’interno del sito archeologico di Angkor, una distesa gigantesca di rovine templari risalenti a epoche diverse che sorge all’interno della foresta a circa 5 km dalla città di Siem Reap e che contiene i magnifici resti di numerose capitali dell’antico Impero Khmer che regnò in questo territorio dal IX al XV secolo. Geograficamente il sito occupa larga parte della vasta pianura alluvionale compresa tra il grande lago Tonle Sap e la catena montuosa Phnom Kulen, mentre la città di Siem Reap, che è la principale porta di accesso turistica al parco, si è sviluppata solo a partire dagli anni venti per ospitare i visitatori e i lavoratori dedicati ad esso.
L’Angkor Wat e gli altri templi che potrete vedere con una visita al parco archeologico sono davvero maestosi e unici nel loro genere, pensate che la loro costruzione sembra sia iniziata nel XII secolo, a opera del re Suryavarman, ma pare che siano stati portati alla ribalta a livello internazionale solo nel 1860, quando l’esploratore Henri Mouhot decise di diffondere la voce che in Cambogia c’era un complesso di rovine templari “più grandioso di qualsiasi cosa ci abbiano lasciato i greci e i romani”.

La storia di Angkor Wat

La nascita di Angkor Wat e degli altri templi del parco è ricca di misteri. Le teorie principali sulla costruzione del Wat (edificio sacro) principale sono due, la prima che sia stato eretto per diventare il mausoleo di re Suryavarman II, la seconda invece vuole che il tempio sia stato fondato inizialmente per la venerazione del dio Vishnu e poi convertito in un secondo tempo al Buddhismo. Vi chiederete perché all’interno del parco si trovino sia templi indù che buddhisti… dovete sapere che i primi templi di Angkor furono templi indù, ma il sovrano Jayavarman VII si convertì al Buddhismo e, intorno al 1200, fondò la nuova capitale di Angkor Thom dove sorsero numerosi templi buddhisti tra cui Bayon, Ta Prohm, Preah Khan e molti altri. Ovviamente il suo successore, che era fedelissimo all’induismo, si prodigò il più possibile per distruggere gran parte delle opere religiose del predecessore, ma molte tracce di buddhismo sono comunque rimaste ad Angkor. In ogni caso, buddhista o indù, il sito archeologico è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1992 ed è stato collocato anche nella lista dei patrimoni mondiali in pericolo a causa dei frequenti e numerosi saccheggi subiti nel tempo, della conservazione problematica per la presenza di una falda freatica in declino e del turismo non sostenibile che per anni ha caratterizzato la Cambogia in generale.

Angkor Wat Cambodia from Alex King.

La struttura dei templi Cambogiani e dell’Angkor Wat

Le costruzioni principali del parco sono circa un’ottantina ma in totale nell’area vi sono centinaia di templi induisti e buddisti, per quanto di molti esistano solo tracce o rovine poco definite architettonicamente. La struttura di Angkor Wat riassume molto bene le caratteristiche principali di molti dei templi ancora integri e in generale dell’architettura cambogiana: la presenza del “tempio-montagna” che simboleggia il Monte Meru (la montagna degli dei nella religione indù), la presenza di numerosi templi minori sviluppati in gallerie (spesso su più piani) e di fossati e bacini d’acqua. Il tempio centrale o tempio montagna ha una base rettangolare, lunga circa 1,5 km x 1,3 km. Al centro di essa sorgono cinque torri che ne disegnano il profilo in modo unico, elegante e caratteristico. Una delle particolarità di Angkor è che la costruzione è orientata a ovest cosa molto insolita per un tempio e incentivo a propendere per la primitiva designazione di Angkor Wat come mausoleo. Questo edificio oltre ad essere imponente e magnifico è anche reso estremamente raffinato da una serie di eleganti bassorilievi, molto importante è soprattutto la serie di raffigurazioni di scene tratte dal Rāmāyaṇa e dal Mahābhārata, i più importanti poemi religiosi indù. Gli elementi decorativi più ricorrenti e caratteristici sono le incantevoli e sinuose apsaras, divinità femminili che con la loro bellezza potevano portare gli uomini alla pazzia.

Quando andare ad Angkor

Questa zona della Cambogia non gode di un clima facile: ad Angkor è caldo e umido perennemente. Il picco del calore lo si raggiunge senza dubbio nei mesi di marzo, aprile e maggio quando le temperature possono superare i 40°C; mentre l’umidità e la pioggia sono estreme tra giugno e settembre, ovvero nella stagione dei monsoni (che non sono solitamente brutali ma che rendono l’insieme della visita potenzialmente fangosa ma non impossibile). Da ottobre a febbraio il clima è ideale, con temperature tra i 25 e i 30 °C e poche possibilità di pioggia, questa è l’alta stagione di Angkor e quella più gettonata dai turisti che, soprattutto a dicembre e nel periodo di Natale scelgono di visitare il parco affollandolo in modo quasi esagerato).
H2. Quanti giorni servono per visitare Angkor? Quanto costa il biglietto?
Per visitare il sito archeologico di Angkor in modo soddisfacente toccando la maggior parte dei templi principali sarebbero necessari almeno 5 giorni. Pensate che il parco si estende per 400 chilometri quadrati e gli spostamenti nella giungla possono essere poco immediati (per questi motivi è sconsigliato pensare di muoversi a piedi per esplorare!). Noi però non vi consigliamo di essere completisti in questa vostra visita, certo ogni tempio ha le sue particolarità, ma pensare di estendere la visita per più di tre giorni potrebbe essere stancante e poco realistico. Con una buona pianificazione fatta da una guida che sa il fatto suo potrete in 2 o tre giorni vedere il meglio dei templi e, senza stancarvi troppo, godere di questa avventura alla scoperta delle rovine più famose ma anche di quelle meno scontate e più immerse nella natura.
Nell’organizzare la vostra visita sappiate che per entrare nel parco di Angkor è necessario fare un biglietto, che avrà prezzi diversi in base alla durata della vostra visita (che dovrà toccare sempre giorni consecutivi):

1 giorno 37$
3 giorni 62$
7 giorni 72$

(i prezzi sono stabiliti per consuetudine locale in dollari americani, quelli che abbiamo indicato sono aggiornati secondo le tariffe messe in vigore da febbraio 2017)
Ricordate di non perdere il biglietto perché vi servirà per poter entrare nei diversi templi, non solo all’Angkor Wat.

Cosa vedere ad Angkor?

I templi del sito archeologico di Angkor possono essere suddivisi in quattro gruppi principali:

Angkor Wat e Angkor Thom, il più grande tempio e l’adiacente antica capitale (l’ultima dell’Impero Khmer), dove si trova anche il bellissimo tempio Bayon;
Piccolo Circuito che comprende Angkor Wat, Angkor Thom e i principali siti ad est di quest’ultimo, molto spettacolari ma spesso affollati;
Grande Circuito che oltre a quelli del piccolo circuito include anche i principali siti a nord e a est del parco (tra i più famosi ci sono il Preah Khan e il Neak Pean);
Gruppo Roluos (la cui visita prevede un biglietto a parte) un gruppo separato di templi e rovine 15 km a est di Siem Reap;
altri templi ed edifici nei dintorni (la cui visita prevede solitamente un biglietto a parte) che si trovano a più di 20 km da Angkor Wat e sono molto meno battuti come il Banteay Srei (detto anche Fortezza delle Donne e dedicato al dio indù Shiva), il Beng Mealea (un luogo magico avvolto da una giungla prorompente che ha selvaggiamente avvolto i resti di questo particolare edificio), il Preah Vihear (rovine a lungo contese con la Thailandia, tanto che l’ONU è dovuta intervenire per porre fine agli scontri) e il Koh Kher (che ricorda un po’ le piramidi a gradoni Maya e che invece fu il fulcro di una delle capitali dell’impero Khmer).

Se invece volete conoscere meglio la Cambogia date un’occhiata ai nostri consigli di viaggio sul periodo migliore, itinerari, la situazione sanitaria, su cosa mangiare e cosa vedere in Cambogia .

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