Guida alla visita dei templi di Angkor Wat, Cambogia

di Marco Manfredi


Guida alla visita dei templi di Angkor Wat, Cambogia

Angkor Wat è il più importante sito archeologico della Cambogia e uno dei luoghi più famosi al mondo. Si tratta di un tempio khmer che si trova all’interno del Complesso Archeologico di Angkor a cinque chilometri dalla città di Siem Reap. Qui, immersa nella una foresta più selvaggia sorge una città di rovine antiche, formata da palazzi e templi dalla complessità e bellezza inenarrabile. Nonostante la bellezza di Angkor Wat, questo tempio è solo una delle innumerevoli meraviglie che troverete nel sito di Angkor: insomma, non limitate la visita alle sole rovine principali.

Se state organizzando una vacanza in Cambogia questa è sicuramente la meta da non perdere, il luogo che per tutta la vita splenderà di magia e mistero nei vostri ricordi. Ma una visita ad Angkor Wat e in generale al sito archeologico di cui questo tempio è degno rappresentante necessita una perfetta organizzazione, perché le attrazioni che meritano una visita sono tantissime e necessitano un programma di viaggio attento e preciso nonché di una guida esperta in grado di raccontarvele. Noi di Amici miei, che ci teniamo a farvi vivere vacanze perfette, abbiamo pensato di regalarvi una guida dettagliata alla visita di Angkor, per comprendere meglio la storia e le particolarità di questo luogo antico.

Angkor Wat, la storia del tempio simbolo della Cambogia

Angkor Wat è il gioiello della corona del Parco Archeologico di Angkor, qui un tempo sorgeva un’antica capitale khmer, che venne costruita nel XII secolo dal visionario re Suryavarman II. Il parco è diventato il simbolo della Cambogia, tanto da apparire anche sulla bandiera nazionale, ed è oggi il luogo del paese più visitato turisticamente nonché il più vasto sito religioso al mondo. L’antica città si estendeva per oltre 400 chilometri tanto da essere considerata la più grande città preindustriale della storia. Il tempio di Angkor Wat venne fatto costruire da re Suryavarman II (1113-1150) ed era dedicato alla divinità maschile vedica Vishnu. Il re commissionò una struttura gigantesca ed elaborata che ben rappresentasse la grandezza del suo regno che, secondo le ipotesi più accreditate, potesse essere poi anche il suo regale luogo di sepoltura. La struttura della costruzione è di forma rettangolare lunga circa 1,5 km da ovest a est e 1,3 km da nord a sud, è circondata da fossati e gallerie costruite una sopra all’altra a 3 livelli. La parte centrale del tempio e il suo cuore sono le 5 torri che si intravedono anche da molto lontano. Angkor Wat segue le specifiche dell’architettura Khmer:  l’edificio centrale è chiamato tempio collina e si trova all’interno di un fossato e simboleggia il monte Meru (la montagna degli dei nella religione indù) ed è circondato dai templi-galleria. Nel 1177 Angkor venne saccheggiata dai Cham, nemici giurati del popolo Khmer, successivamente l’impero venne rifondato da re Jayavarman VII, che però stabilì la sua capitale e il tempio reale nella zona del parco che oggi conosciamo con il nome di Angkor Thom e Bayon, più a nord di Angkor Wat. Nel XIV o XV secolo il tempio subì un grosso cambiamento e venne convertito dal sovrano del momento al Buddhismo Theravada, conversione della quale porta anche oggi i segni. Con il tempo la città che circondava i templi cadde in disgrazia e la popolazione si allontanò lasciando alla giungla la possibilità di prendere il sopravvento su molte delle costruzioni. Il luogo però non venne mai dimenticato dalle popolazioni locali che convivevano pacificamente con le splendide rovine nella giungla e le usavano spesso come rifugio o ne veneravano i luoghi sacri. Uno dei primi visitatori occidentali a venire a conoscenza dell’esistenza di queste rovine fu il monaco portoghese Antonio da Magdalena nel 1586. Ma la voce della sua bellezza arrivò all’Occidente solo nella metà del diciannovesimo secolo con la pubblicazione del diario di viaggio dell’esploratore francese Henri Mouhot. Da allora il mondo ha iniziato a interessarsi alle meraviglie archeologiche della Cambogia e al complesso templare di Angkor Wat e, com’era prevedibile, non ha mai smesso.

Quando visitare il Complesso di Angkor (la stagione migliore e l’orario per la foto perfetta)

Il sito archeologico di Angkor Wat è (praticamente) sempre aperto alle visite, ma ci sono stagioni migliori e peggiori per visitarlo. Metereologicamente la cosa da tenere in considerazione sono i cicli monsonici che rendono piuttosto umidi e fangosi (ma non impraticabili) questi territori da fine maggio a ottobre. La stagione secca va da novembre ad aprile ma tra questi mesi sappiate che in marzo e in aprile può essere davvero caldissimo con temperature che superano i 35°C. Quindi i mesi dal clima migliore (poca possibilità di pioggia e temperature miti) sono quelli tra novembre e febbraio ma è anche vero che sono i più gettonati dai visitatori di tutto il mondo, quindi potreste trovare i templi piuttosto affollati.

In ogni caso il parco archeologico di Angkor è aperto praticamente tutti i giorni dalle 5 alle 18: molti visitatori scelgono di andarci prestissimo per ammirare l’alba sul tempio che è davvero un’esperienza incredibile che, oltretutto permette di vedere Angkor Wat con meno persone attorno! L’alba è generalmente tra le 5:30 e le 6:00 quindi vi consigliamo di soggiornare a Siem Reap e organizzare la vostra partenza attorno alle 4:30 per essere certi di non perdervi questo spettacolo incredibile!

Cosa indossare durante una visita ad Angkor

È molto importante tener sempre presente che quello che andrete a visitare è un luogo sacro per molte persone, quindi dovrete mantenere un codice di abbigliamento decoroso per tutta la visita, ovvero coprire sempre spalle e ginocchia (sia che siate uomini o donne). Inoltre consigliamo di portare un impermeabile leggero in caso di pioggia e un cappello per riparare il capo dal sole. Poi ricordate le scarpe da ginnastica, molto più comode e sicure di flip flop e sandali per muoversi tra la vegetazione.

Cosa vedere ad Angkor in un giorno (le attrazioni principali)

Il parco archeologico di Angkor è davvero enorme e per molti turisti di passaggio è difficile poter incastrare nella propria tabella di marcia tutto il tempo che meriterebbe. Ma con una buona organizzazione e un mezzo di trasporto veloce e affidabile potrete vivere comunque un’esperienza molto piacevole anche in una sola giornata. A nostro parere quello che dovrete assolutamente vedere durante una visita di 1 giorno all’interno del complesso archeologico è il seguente itinerario: Angkor Wat, Angkor Thom e Ta Prohm, questo è quello che in gergo locale è chiamato il Piccolo Circuito e che comprende le attrazioni principali davvero imperdibili. Solitamente in questo itinerario possono essere aggiunti anche alcuni templi minori che potrete scegliere di includere nella vostra visita, ma sappiate che le perle del tour saranno comunque queste tre tappe.

Il Piccolo Circuito (un giorno ad Angkor)

La vostra visita partirà quindi da Angkor Wat, magari all’alba per fotografare il sole che sorge tra le torri del tempio, ricordate che la vista più spettacolare di Angkor Wat è dal lato opposto all’ingresso della vasca d’acqua principale, da qui avrete la foto perfetta con il tempio che si riflette maestoso sull’acqua immobile e una luce di fuoco. Dopo questo momento magico potrete passeggiare all’interno del complesso principale che è davvero maestoso e vasto, potrete anche salire la ripida rampa di scale in pietra che vi permetterà di raggiungere il tempio al centro del complesso. Il tour proseguirà verso Bayon, uno dei templi più impressionanti dell’intero parco archeologico di Angkor. Si trova al centro dell’antica città fortificata di Angkor Thom, fondata come capitale dell’impero di Jayavarman VII e delimitata da bellissime porte a torre a tre punte dai quattro punti cardinali dalla quale partono strade che conducono al tempio Bayon, cuore della città.
La sua caratteristica più appariscente sono i tantissimi visi sorridenti scolpiti sulle quattro facce delle guglie a sezione quadrata che allineate crescono in altezza fino ad arrivare all’imponente torre centrale. Oltre alle facce sorridenti (rappresentanti secondo la tradizione re Jayavarman VII o il bodhisattva della compassione Avalokitesvara) potrete notare splendidi bassorilievi che raccontano scene di vita mondana o episodi mitologico/religiosi. Salendo sul tetto del tempio sono ancora una volta i volti sorridenti (stavolta di dimensioni davvero importanti) ad attirare l’attenzione insieme, ovviamente, alla bella vista offerta dall’altezza dell’edificio. La terza tappa obbligatoria del tour è il Tempio di Ta Prohm, che fu costruito all’incirca nello stesso periodo di Angkor Thom sempre da re Jayavarman VII. Pensate che questo edificio era stato creato per essere un grande monastero – università dove poter studiare e documentare la cultura locale. Oggi quello che rende questo luogo davvero incredibile è come un’opera tanto imponente costruita dall’uomo sia stata armoniosamente e coreograficamente avvolta, inglobata e resa ancora più spettacolare dalla natura circostante. Qui vedrete degli splendidi gopura (torri monumentali) posizionati ai punti cardinali con la raffigurazione mastodontica degli stessi volti sorridenti del Bayon ma anche grandissimi alberi nodosi letteralmente cresciuti sopra le strutture ancora intatte del complesso templare. Avete presente le location misteriose e incredibili del film Lara Croft: Tomb Rider con Angelina Jolie? Ecco il film è stato girato soprattutto in questa parte del parco di Angkor.

Cosa vedere ad Angkor in più giorni (il meglio del grande circuito)

Quanti giorni dedicare alla visita di Angkor?
Come abbiamo anticipato il sito archeologico di Angkor è davvero smisurato e vederlo tutto in un giorno non è nemmeno pensabile. Per una visita più o meno completa ci vorrebbe una settimana intera ma vi sconsigliamo di cimentarvi in un’impresa simile se non siete degli appassionati di archeologia perché sarebbe davvero stancante. Se volete vedere un po’ più delle solite 3 tappe del piccolo circuito e scoprire zone meno battute, bellissime e più intime del parco potreste scegliere di dedicare due o tre giorni alla vostra permanenza qui. In questo caso ecco le nostre tappe preferite da aggiungere alle tre precedentemente illustrate: Preah Khan, Neak Pean, Ta Som, Pre Rup e il Srah Srang (un grande lago artificiale dove si intersecano piccolo e grande circuito).

Oltre i circuiti classici

Se avete ancora tempo ma soprattutto avete voglia di uscire dalle rotte più convenzionali vi consigliamo di visitare un complesso templare un po’ più lontano, ma davvero bellissimo e non troppo conosciuto: il Banteay Srei, che si trova a circa 25 km dai templi più famosi e fa parte dell’itinerario Roluos (la cui visita prevede un biglietto a parte). Questo edificio è detto anche Fortezza delle Donne ma è dedicato al dio indù Shiva e attira l’attenzione per le ottime condizioni in cui si trova e il suo colore particolare quasi rosato. Infatti il tempio è interamente costruito con arenaria rossa. Non è grande e imponente come altri che vedrete nel vostro tour ma è davvero un gioiellino che attira l’attenzione proprio per il suo carattere leggermente alternativo e per la pace che solitamente lo circonda. Nei dintorni si trovano altre rovine molto belle che valgono una visita come il Beng Malea e il Preah Vihear (conteso a lungo con la Thailandia) e il Koh Kher (che stranamente ricorda un po’ le piramidi Maya).

Mappa

Da Ricordare
  • Lingua khmer
  • Valuta Riel cambogiano
  • Fuso Orario +6
  • Prefisso +855
  • Periodo migliore per andare Il periodo migliore per un viaggio in Cambogia va da dicembre a metà febbraio, periodo asciutto e alta stagione